Sono passati esattamente due anni da quando in Italia, contrariamente a quanto avveniva in passato, è stata introdotta la legge che impone alle famiglie l’obbligo di vaccinare i propri figli; decreto emanato con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica attraverso il cosiddetto effetto gregge.

Da più parti però, questa scelta politica viene considerata potenzialmente controproducente per l’ottenimento dello scopo che si prefigge, anche alla luce del fatto che molti Paesi con altissime percentuali di copertura vaccinale non vi hanno mai fatto ricorso.

A questo proposito desideriamo attirare la vostra attenzione su uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Nature.

L’ultimo commento su Nature

Diversi esponenti della cosiddetta comunità scientifica nutrono dubbi sulla via dell’obbligatorietà.
Ultimo, in ordine cronologico, è un commento pubblicato il 22 Luglio scorso su Nature a firma Saad B. Omer, Cornelia Betsch & Julie Leask¹.

Nell’articolo, gli autori citano le varie politiche coatte collegate alla profilassi vaccinale, dall’associare la vaccinazione all’ingresso scolastico fino al “No Jab – No Job” di australiana fattura, cercando di analizzare i vantaggi in termini di copertura che le varie strade hanno riportato; ma anche gli svantaggi.

Non ci sono delle vere e proprie conclusioni, ma ci sono delle osservazioni che gli autori mano a mano hanno rilasciato durante l’articolo.

Stralci

Di seguito, abbiamo riportato i pezzi della pubblicazione che riteniamo più interessanti al fine della discussione italiana sulle vaccinazioni obbligatorie.

Maneggiare con cura

Intanto, se proprio dovessimo estrapolare un leitmotiv del pezzo, il concetto che gli autori cercano di sottolineare è che bisogna maneggiare con cura lo strumento dell’obbligo: le evidenze suggeriscono che non c’è una relazione lineare tra una politica coercitiva e il tasso di vaccinazione.

What’s more, the evidence suggests that there is no simple linear relationship between the forcefulness of a policy and its impact on the rate of vaccination.

Il suggerimento alla Germania

Poi, citando questo articolo, gli autori sottolineano l’esistenza di un involontario effetto indesiderato ottenuto dall’introduzione di un vaccino obbligatorio: chi fa quello tende a non fare più gli altri.

And experimental evidence shows that making one vaccine mandatory might reduce people’s uptake of others

Partendo da questo presupposto inoltre, gli autori consigliano alla Germania di non adottare l’obbligatorietà del vaccino contro il morbillo in discussione durante la stesura dell’articolo.

In our view, Germany, which is currently considering a mandate for just measles, should rethink.

Evidenza scientifica

L’articolo infine, termina con un importante appello, quello all’uso dell’evidenza scientifica per guidare le politiche sanitarie senza lasciarsi trascinare da considerazioni di natura politica o ideologica.

Appello che ci sentiamo di inoltrare anche ai nostri politici nazionali.

Most importantly, vaccine policy — like other types of effective public policy — must be based on evidence, and not driven by political and ideological considerations.

Non siamo soli

Non crediate che questo citato su Nature sia un caso od un pensiero isolato.
Già ad inizio 2018, all’indomani dell’introduzione dell’obbligo in Francia, qualcosa di simile era stato fatto notare sempre su Nature ma questa volta in un editoriale: significativo il suggerimento presente già nel titolo

The French government must mitigate the risks in its legal imposition of vaccinations by promoting more coherent and proactive vaccine policies.

Eurobarometro

L’idea di condividere il commento di Nature nasce da due motivazioni, di cui la prima di carattere narrativo: non tutta la comunità scientifica (al contrario di quanto i media ci vogliano far credere) è favorevole all’uso di mezzi coercitivi per ottenere un risultato (che poi non necessariamente si realizza in concreto).

La seconda motivazione è più sottile e riguarda le possibili conseguenze negative di una politica sanitaria basata sull’obbligo, tirare troppo la corda delle sanzioni potrebbe essere a tal punto controproducente da nuocere alla credibilità del mezzo.

A tal proposito riprendiamo l’Eurobarometro di fine Aprile sulla vaccinazione targato Unione Europea.

Leggendo il risultato, l’introduzione dell’obbligo non ha portato nessun beneficio in termini di fiducia, anzi, sembra che questa sia cominciata a calare.

D’altronde, se analizziamo la seguente immagine,
Vaccini eurobarometro

si evince chiaramente che le persone tendono a vaccinarsi soprattutto perché la profilassi è raccomandata dal medico di fiducia. Sic et simpliciter.


[1] Saad B. Omer: is the director of the Yale Institute for Global Health; professor of medicine (infectious diseases) at Yale School of Medicine; and professor of epidemiology of microbial diseases at Yale School of Public Health, New Haven, Connecticut, USA.
Cornelia Betsch: is professor of health communication at the University of Erfurt, Psychology and Infectious Diseases Lab, Erfurt, Germany.
Julie Leask: is professor in the Susan Wakil School of Nursing and Midwifery at the University of Sydney, Faculty of Medicine and Health, Camperdown, New South Wales, Australia.

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