Dall’articolo di Nature analizzato qui, abbiamo imparato come uno dei modi più semplici per aumentare le coperture vaccinali sia quello di collegare l’iscrizione scolastica al libretto vaccinale del bambino.

Allo stesso tempo, riportammo che la creazione di un obbligo produce diverse controindicazioni che ne sconsigliano l’uso a favore di una politica di informazione e raccomandazione.

Come ben sappiamo, dal 2017 in Italia vige la politica dell’esclusione scolastica per i bambini sotto i 6 anni che non hanno ottemperato alle dieci vaccinazioni di calendario e, dopo un primo anno ibrido, siamo in procinto di assistere alla piena attuazione delle direttive legislative.

Mancano infatti poco meno di due settimana all’inizio del nuovo anno scolastico.

Sfiducia nello strumento

La nostra posizione, critica nei confronti di una legge siffatta, nasce anche dal possibile calo di fiducia nei confronti di uno strumento, i vaccini, che in molti casi risulta essere un buon mezzo di prevenzione per combattere le epidemie.

La nostra supposizione è che le prossime esclusioni scolastiche possano creare, od acuire, la diffidenza nei confronti dello strumento.
Quanti genitori, al solo sentir parlare di vaccini, storceranno il muso se questi sono stati convertiti da mezzo sanitario a strumento di discriminazione di massa?

I numeri delle esclusioni

Sfortunatamente non è ancora chiaro quanto sia grande il fenomeno delle esclusioni, abbiamo però provato a calcolarne la misura analizzando i dati forniti dalle (poche) testate che se ne stanno occupando.

Il dato migliore ce lo ha fornito il FISM Veneto, con la ormai tradizionale conta (vedi scorso anno) dei bambini non iscritti.
A leggere la notizia di quest’anno, rilanciata dal Corriere del Veneto, troviamo diversi numeri ma, mancando il dato degli iscritti totali alle scuole d’infanzia, si fatica a capire appieno la dimensione del fenomeno.

È vero, chiuderanno delle sezioni, ma quale sarà la reale percentuale dei soli esclusi a causa vaccinazione come prerequisito per l’iscrizione scolastica?

Venezia

È sempre FISM Veneto a fornirci qualche numero in più, riportando nello specifico quello che sta succedendo a Venezia.
Apprendiamo, sempre dalle pagine del Corriere del Veneto, che su 2200 iscritti agli asili della sola città di Venezia, 47 bambini non risultano in regola.
Ma il conto non è completo; a fondo articolo si dice che, tra non iscritti (calo del 3%) e ritirati, altri 330 bambini circa non andranno a scuola. Il che ci porta a stimare un 17% di esclusi dalle scuole dell’infanzia a causa del Decreto Lorenzin.

17% di esclusi dalle scuole dell’infanzia causa Decreto Lorenzin

Altre regioni, diverse dinamiche

Altre notizie arrivano dal Trentino Alto Adige, i numeri sono già snocciolati da Orizzonte Scuola che, nel commento finale, afferma:

si stima che nella sola scuola di lingua tedesca siano circa 5.000 [ndr. i non in regola] per una percentuale del 13-14%.

Passando In Lombardia invece, il numero secco ci viene fornito da
Il Giornale:

3000 bambini di Milano (e provincia) non entreranno in classe

Da questi però, mancano le stime di quelli già ritirati e del calo di iscrizioni a Marzo: non tutti fanno i conti precisi come la FISM Veneto purtroppo.

Nota di colore; quel “3000” è un numero particolarmente curioso, guarda caso è proprio il numero dei posti mancanti negli asili milanesi dove le strutture avevano ricevuto 15500 richieste totali, per una disponibilità di circa 12000 posti!

Si registrano notizie preoccupanti anche da Rovigo e da Bolzano, ma un dato nazionale preciso ancora non c’è.

Cosa succederà?

È difficile ipotizzare cosa possa accadere, anche perché la crisi di governo ha riportato in auge il partito che la legge sulle esclusioni scolastiche l’ha promulgata.

L’unica previsione che ci sentiamo di fare, che è quella più semplice, si basa sull’assunto che i genitori dovranno trovare una sistemazione ai bambini esclusi durante il loro orario lavorativo; non tutti hanno nonni disponibili o nelle vicinanze.

Quello che pensiamo succeda, perché sta già succedendo, è che vedremo gli asili statali (e privati paritari) perdere sempre più alunni a favore di un’offerta di asili autogestiti con tutte le conseguenze, anche negative (non tutte le strutture avranno le norme di sicurezza in regola), del caso.

Così si arriva alla nota dolente; i fenomeni di queste dimensioni se non si governano politicamente tendono ad auto regolarsi e, per quanto fiduciosi nel buonsenso e nella buona fede dei genitori, non tutti i casi di autogestione riusciranno col buco.

One Reply to “Qualche numero sulle esclusioni scolastiche, l’autunno è già grigio.”

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