No, non è il titolo di una commedia anni ’70, ma un breve riassunto di quello che sta succedendo in questa scoppiettante estate 2019.

Notizie poco rassicuranti circolavano già da diversi mesi nell’underground dei media locali: in diverse zone d’Italia, sindacati e organizzazioni di categoria denunciavano la cronica carenza di medici e infermieri che, con l’arrivo dell’estate e quindi delle ferie, avrebbe portato a grossi problemi nell’erogazione del servizio.

Detto fatto

Mai come questa volta i modelli previsionali hanno avuto successo.

Nuoro, neurochirurgia chiusa per ferie

Qui siamo a Nuoro. Il reparto di neurochirurgia chiude dal primo al 22 Agosto. Chirurgia vascolare dal 27 Luglio all’11 Agosto.

Dal primo al 22 agosto chiuderà il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale San Francesco, anche per quanto riguarda le attività in regime di emergenza-urgenza; stessa situazione per la Chirurgia vascolare, ma dal 27 luglio all’11 agosto

Meglio avvisare che agosto non sarà un buon mese per chi dovesse avere traumi cerebrali, o vetrebrali, o avesse necessità di cure legate alla neuroncologia endocranica

Mia sorella gravemente malata non può curarsi perché il reparto è chiuso per ferie

In Calabria, a Lamezia Terme, una lettrice del locale quotidiano denuncia l’impossibilità della sorella di ricevere le cure necessarie perché il medico, l’unico del reparto, prende le (meritate) ferie.

Vorrei denunciare attraverso voi – scrive la signora – il fatto che il reparto oncologico di Cure palliative dell’ospedale “Pugliese – Ciaccio” resterà chiuso per ferie, perché purtroppo nessuno sostituirà il bravissimo e umano dottor Squillace e la sua validissima assistente, l’infermiera Orietta

Mancano i medici: l’ospedale di Ghilarza chiuso ad agosto

Sardegna, nuovamente, per essere precisi a Ghilarza.

Una scelta forse obbligata in questo momento ma che sa di smantellamento di tutto l’ospedale.

La chirurgia è già chiusa, gli ambulatori funzionano solo la mattina, il pronto soccorso è a ranghi ridotti e in Medicina sono rimasti solo tre medici più il primario.

E non chiuderà solo la Medicina: anche l’attività in pronto soccorso potrebbe essere sospesa per lo meno la notte dal momento che il turno è coperto dagli specialisti di Medicina (in pronto soccorso i medici effettivi sono solo 2).

Ospedale di Cairo, chiuso per ferie fino al 25 agosto l’ambulatorio di diabetologia

Liguria, precisamente a Cairo Montenotte, provincia di Savona. La situazione appare surreale ai residenti.

Questa mattina abbiamo accompagnato una nostra parente di 84 anni. Sorpresa. Ci siamo trovati l’ambulatorio chiuso. Ma come si fa? Si parla solo di tagli, ma un minimo di presidio sul territorio deve rimanere in caso di necessità. La gente era furiosa. Stiamo vivendo una situazione surreale

L’intervento dell’esercito

In Molise invece, per evitare che la situazione degeneri stanno pensando di richiedere l’intervento dei medici dell’esercito per sanare le lacune e tappare, dove possibile, i buchi di personale. Africa.

Le criticità

Quelli che abbiamo visto sono forse i casi più eclatanti di un sistema che, dopo una serie infinita di tagli, ha difficoltà a reggersi in piedi.

Tutti i giorni, attraverso l’informazione locale, è possibile leggere situazioni che fino a qualche anno fa non avremmo mai creduto possibili da raggiungere.

Edifici ospedalieri che crollano, mancanza di personale, macchinari obsoleti, lavoro straordinario al limite del sopportabile (con ripercussioni anche sulla salute del personale medico).

Il tutto perché in 10 anni sono stati tagliati al Sistema Sanitario Nazionale oltre 28 miliardi di Euro.

28 MILIARDI DI EURO

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Vite a rischio

Nella società dell’apparenza e dell’iperinformazione, emergenza è solo quando i media allarmano.

Solo chi subisce realmente i tagli e le chiusure nosocomiali si rende conto della gravità degli accadimenti e, situazione ancora più grave, solo chi si ritrova a necessitare di cure mediche si accorge di quanto la presenza capillare di ospedali sul territorio sia fondamentale per garantire la salute pubblica.

Continua così la guerra al nostro Sistema Sanitario Nazionale, guerra non dichiarata ma fattuale, perché anche se a parole i politici promettono di risolvere annosi problemi, nei fatti la risposta della politica è sempre la stessa: tagli, tagli, tagli, tagli.

emergenza è quando media allarmano

Vaccini

Vogliamo chiudere con una chiosa per rimarcare quanto la politica sia alacre quando vuole.

Dal 2017, anno di entrata in vigore dell’obbligo vaccinale con inasprimento delle pene, la politica si è mossa all’unisono per adempiere alla buona riuscita della nuova politica vaccinale.

Abbiamo visto NAS all’ingresso delle scuole, controlli a tappeto, ingenti investimenti per lo sviluppo dell’anagrafe vaccinale.

La cosa che ci chiediamo è perché non venga messo lo stesso impegno anche in altri ambiti di politica sanitaria e se, anche alla luce di politiche di austerity, le politiche vaccinali debbano avere priorità maggiore rispetto allo stato dei nostri ospedali e del personale ivi presente.

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